Lectures del curs 2016-17

books-441866_960_720Ja tenim aquí el llistat dels llibres que es llegiran durant el proper curs 2016-17 als nostres quatre clubs de lectura. Us informem que les inscripcions tindran lloc el proper dilluns 19 de setembre a les 16h a la segona planta de la nostra biblioteca.

Club de Lectura d’Italià
8 de novembre. Il Viaggiatore notturno de Maurizio Maggiani
13 de desembre. Omero, Iliade d’Alessandro Baricco
10 de gener. Il Bell’Antonio de Vitaliano Brancati
7 de febrer. La Ragazza del secolo scorso de Rossana Rossanda
7 de març. La Concessione del telefono d’Andrea Camilleri
4 d’abril. L’Ultima provincia de Luisa Adorno
2 de maig. Passione di famiglia de Cristina Comencini
6 de juny. Il Gattopardo de Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Club de Lectura d’Alemany
10 d’octubre. Sessió de presentació amb projecció
14 de novembre. Arc de Triomphe d’Erich Maria Remarque
12 de desembre. Die Unwürdige Greisin und andere Geschichten de Bertolt Brecht
9 de gener. Das Falsche Gewicht de Joseph Roth
13 de febrer. Kürzere Tage d’Anna Katharina Hahn
13 de març. Eine Hand voller sterne de Rafik Schami
3 d’abril. Schweigeminute de Siegfried Lenz
8 de maig. Lili Marleen de Rosa Sala Rose
12 de juny. Liebesarten d’Ulla Hahn

Club de Lectura Obert
24 d’octubre. Sessió de presentació
21 de novembre. En la Patagonia de Bruce Chatwin
12 de desembre. La hija del capitán de Alexandr Puskin
16 de gener. Tot se’n va en orris de Chinua Achebe
20 de febrer. Vida privada de Josep Maria Segarra
20 de març. El libro de un hombre solo de Gao Xingjang
24 d’abril. Mara i Dann de Doris Lessing
22 de maig. Un lugar incierto de Fred Vargas
19 de juny. Corazón tan blanco de Javier Marías

Club de Lectura de la Ciència a la Literatura
24 d’octubre. Sessió de presentació
28 de novembre. Cerebroflexia de David Bueno
19 de desembre. L’antropòleg innocent: notes des d’una cabana de fang de Nigel Barley
23 de gener. Matemáticas, espías y piratas de Juan Gómez Urgellés
27 de febrer. Galileo, Galilei de Bertolt Brecht
27 de març. El dimoni dels nombres de Hans Magnus Enzensberger
24 d’abril. La doble hélice: relato personal del descubrimiento de la estructura del ADN de James D. Watson
22 de maig. El curiós incident del gos a mitjanit de Mark Haddon
19 de juny. El perfum de Patrick Süskind

“Un grande avvenire dietro le spalle” de Vittorio Gassman

Club de Lectura en Italià
Dijous 2 de juny a les 19:00h
“Un grande avvenire dietro le spalle” de Vittorio Gassman

vittorioAvui, al club de lectura d’Italià del mes de juny comentarem el llibre “Un grande avvenire dietro le spalle” de l’autor Vittorio Gassman, que en castellà es va traduir com “Un gran futuro a mis espaldas”. Aquesta és la fitxa que repartirem entre els assistents:

Vittorio Gassman (vero cognome Gassmann), nato a Genova il 1º settembre 1922 e scomparso a Roma il 29 giugno 2000, è stato un attore e regista italiano di cinema, teatro e televisione. Figlio d’un ingegnere edile tedesco e della pisana Luisa Ambron, Vittorio interrompe gli studi di giurisprudenza per iscriversi all’Accademia d’Arte Drammatica sin dalla stagione 1941-42: esordisce in palcoscenico, non ancora diplomato, ne “La nemica” (1943) di Niccodemi a fianco di Alda Borelli.
Successivamente, si afferma come uno dei più apprezzati attori giovani del teatro nostrano, lavorando – tra gli altri – con Visconti, con Guido Salvini, con Luigi Squarzina, fino a diventare direttore unico (dalla stagione 1954-55) d’una propria compagnia: vastissimo il repertorio di questi anni, che va da “Un tram che si chiama desiderio” di Tennessee Williams ad “Oreste” di Vittorio Alfieri, da due classici shakespeariani quali “Amleto” ed “Otello” al “Kean, genio e sregolatezza” di Dumas padre passando per “Adelchi” di Alessandro Manzoni. Da ricordare, nel 1977, la sua splendida versione scenica del dramma di Pier Paolo Pasolini “Affabulazione”.

Dal 1946 comincia la sua fortunata carriera nel cinema, cui si dedicherà con sempre maggior frequenza nel corso del tempo: meritano, al riguardo, d’esser citati quantomeno “I soliti ignoti” (1958) e “La grande guerra” (1959) di Mario Monicelli, “Il sorpasso” (1962) ed “I mostri” (1963) di Dino Risi, “L’armata Brancaleone” (1966) ancora di Monicelli, “L’alibi” (1969) di cui è anche co-regista, “In nome del popolo italiano” (1971) e “Profumo di donna” (1974) di Dino Risi, “C’eravamo tanto amati” (1974) e “La terrazza” (1980) di Ettore Scola, “Anima persa” (1977) e “Caro papà” (1979) nuovamente con Risi, le partecipazioni ad “Un matrimonio” (1978) e “Quintet” (1978) di Robert Altman, per finire con “La famiglia” (1987) di Ettore Scola, “Lo zio indegno” (1989) di Franco Brusati, “Tolgo il disturbo” (1990) di Dino Risi.

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“La ragazza di Bube” de Carlo Cassola

Club de Lectura en Italià
Dimarts 31 de maig a les 19:00h
“La ragazza di Bube” de Carlo Cassola

Carlo_CassolaAvui, al club de lectura d’Italià del mes de maig comentarem el llibre “La ragazza di Bube” de l’autor Carlo Cassola que en castellà es va traduir com “La Novia de Bube“. Aquesta és la fitxa que repartirem entre els assistents:

Carlo Cassola nasce a Roma il 17 marzo 1917; la madre è originaria di Volterra mentre il padre è lombardo, ma vissuto a lungo anch’egli nella cittadina toscana. E infatti, proprio la Toscana, in particolare la Maremma, diventerà la patria poetica e spirituale dello scrittore, che vi si trasferirà nel ’40, partecipandovi anche alla Resistenza.

L’attività letteraria era già cominciata negli anni ’30: tra il ’37 e il ’40 Cassola aveva composto una serie di brevi racconti, in parte pubblicati sulle riviste «Meridiano di Roma» e «Letteratura» e poi raccolti in un volume dal titolo La visita. Dopo l’interruzione della guerra, durante la quale il lavoro di scrittura era stato quasi completamente interrotto, Cassola si dedica con continuità alla narrativa, affiancata all’insegnamento di filosofia in un liceo di Grosseto. Pubblicò i racconti lunghi Baba (1946), I vecchi compagni (1953), Fausto e Anna (1952), tutti di argomento partigiano e ambientati in quel particolare paesaggio letterario che per Cassola fu la zona compresa nel triangolo Volterra – Marina di Cecina – Grosseto e che nelle pagine dei suoi romanzi diventa un simbolo della condizione umana. Lo ha detto in modo efficace il poeta Mario Luzi: «Cassola ne ha fatto non una provincia, e sia pure la sua provincia, ma un luogo, anzi il luogo dell’anima».

Con il racconto lungo Il taglio del bosco, scritto tra il ’48 e il ’49, ma pubblicato nel 1954, la prosa cassoliana si allontana dalle tematiche storiche per assumere un tono più dimesso e intimistico, che rimarrà tipico dell’autore anche nella sua produzione successiva. Cassola mette a punto la sua poetica del “realismo subliminare”, ossia uno sguardo letterario attento a cogliere le vibrazioni più sottili e umbratili della realtà, spesso nascoste dalle apparenze banali del quotidiano, relegate «sotto la soglia della coscienza pratica» ma che racchiudono il significato vero e profondo della vita umana.

In questa sua ricerca, Cassola tende ad isolarsi dal panorama letterario italiano, riconoscendo il suo unico maestro in Joyce, particolarmente nel Joyce di Gente di Dublino. «In Joyce — dice — scoprii il primo scrittore che concentrasse la sua attenzione su quegli aspetti della vita che per me erano sempre stati i più importanti e di cui gli altri sembravano non accorgersi nemmeno» .

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“Rossovermiglio” de Benedetta Cibrario

Club de Lectura en Italià
Dimarts 3 de Maig a les 19:00h
“Rossovermiglio” de Benedetta Cibrario

benedetta0Avui, al club de lectura d’Italià del mes de maig comentarem el llibre “Rossovermiglio”, primera novel·la de l’autora italiana Benedetta Cibrario, guanyadora del Premi Campiello 2008. Aquesta és la fitxa que repartirem entre els assistents:

L’autora

Benedetta Cibrario (Firenze, 1962) è una scrittrice italiana cresciuta a Torino, dove si è laureata in Storia del Cinema. Vissuta a lungo in Inghilterra, è tuttavia particolarmente legata alla Toscana, dove ora vive. Con il libro Rossovermiglio, suo primo romanzo (Feltrinelli, 2007), si è aggiudicata nel 2008 il Premio Campiello. All’inizio del 2010 sempre con Feltrinelli pubblica il secondo romanzo Sotto cieli noncuranti, vincitore del Premio Rapallo Carige per la donna scrittrice (20 giugno 2010). Il 18 novembre 2011 è uscito il suo terzo romanzo intitolato “Lo Scurnuso” pubblicato da Feltrinelli.

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“Un matrimonio in provincia” de Marchesa Colombi

Club de Lectura en Italià
Dimarts 5 d’abril a les 19:00h
“Un matrimonio in provincia” de Marchesa Colombi

torrianiAvui, al club de lectura d’Italià del mes d’abril comentarem el llibre “Un matrimonio in provincia” de l’autora italiana Marchesa Colombi (1840-1920). Aquesta és la fitxa que repartirem entre els assistents:

Marchesa Colombi è lo pseudonimo letterario di Maria Antonietta Torriani. Nata a Novara nel 1846, in seguito al matrimonio con Eugenio Torelli Violler – fondatore e primo direttore del Corriere della Sera – si stabilisce a Milano, dove continuerà a vivere anche dopo la separazione dal marito. Attiva frequentatrice degli ambienti letterari, si interessa in particolare alla riflessione sui contenuti e sulle forme veristiche del romanzo.

Si impegna sin dal 1870 nel movimento femminile lombardo – che vede tra le sue massime esponenti Anna Maria Mozzoni – soffermandosi in particolare sull’analisi delle condizioni del lavoro femminile, tema che traspone in parte nei suoi testi. La vena di ironia cui allude anche la scelta dello pseudonimo, si coniuga felicemente in alcune sue opere, come in In risaia, edita da Treves nel 1878, oppure in Un matrimonio in provincia, pubblicata nel 1885 dalla casa editrice Galli, con un impegno sociale polemico e fortemente sentito.

Pur nella diversità dei risultati stilistici, i suoi testi sono caratterizzati sempre da una forte capacità comunicativa, che la tonalità ironica e a tratti sarcastica, così rara nella nostra tradizione letteraria e quasi inesistente nella produzione delle scrittrici tardo-ottocentesche, rende in molti casi altamente originali. Muore a Milano nel 1920.

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“Una questione privata” de Beppe Fenoglio

Club de Lectura en Italià
Dimarts 1 de març a les 19:00h
“Una questione privata” de Beppe Fenoglio

Avui, al club de lectura d’Italià comentarem el llibre “Una questione privata” de l’autor italià Beppe Fenoglio. Aquesta és la fitxa que repartirem entre els assistents:

w_beppe-fenoglio_qt23x57Giuseppe Fenoglio detto Beppe (Alba, 1922 – Torino, 1963) è stato uno scrittore e partigiano italiano. Alunno modello e appassionato della lingua inglese, fu lettore vorace e iniziò anche alcune prime traduzioni. Al liceo ebbe come insegnanti professori illustri e per lui stesso indimenticabili, come Leonardo Cocito, insegnante di lingua italiana e che sarebbe stato poi impiccato dai tedeschi il 7 settembre del 1944, e Pietro Chiodi, in seguito deportato in un campo di concentramento tedesco. Nel 1940 si iscrisse alla facoltà di Lettere dell’Università di Torino, che frequentò fino al 1943, quando fu richiamato alle armi e indirizzato prima a Ceva (Cuneo) e poi a Pietralata (Roma), al corso di addestramento per allievi ufficiali. Dopo lo sbandamento seguito all’8 settembre 1943, nel gennaio del 1944 si unì alle prime formazioni partigiane. In un primo momento si aggregò alle bande dei “rossi” Brigate Garibaldi, ma presto passò con i badogliani “azzurri” operanti nelle Langhe. Partecipò allo sfortunato combattimento di Carrù e all’effimera esperienza della Repubblica partigiana di Alba, indipendente tra il 10 ottobre e il 2 novembre 1944. Alla fine della guerra, Fenoglio riprese per breve tempo gli studi universitari prima di decidere di dedicarsi interamente all’attività letteraria.

Nel maggio del 1947, grazie alla sua ottima conoscenza della lingua inglese, fu assunto come corrispondente estero di una casa vinicola di Alba. Il lavoro, poco impegnativo, gli permise di contribuire alle spese della famiglia e di dedicarsi alla scrittura. Nel 1949 comparve il suo primo racconto, intitolato Il trucco e firmato con lo pseudonimo di Giovanni Federico Biamonti, su Pesci rossi, il bollettino editoriale di Bompiani. Nello stesso anno presentò a Einaudi i Racconti della guerra civile e La paga del sabato, romanzo che ottenne un giudizio molto favorevole da Italo Calvino. Nel 1950 conobbe a Torino Elio Vittorini, che stava preparando per Einaudi la nuova collana “Gettoni”, ideata per accogliere i nuovi scrittori; nella stessa occasione Fenoglio conobbe di persona Calvino (con il quale aveva intrattenuto fino a quel momento solamente una cordiale corrispondenza) e Natalia Ginzburg. Incoraggiato da Vittorini, riprese La paga del sabato e ne attuò una nuova stesura, ma a settembre abbandonò definitivamente il romanzo per organizzare una raccolta di dodici racconti, alcuni dei quali già inclusi nei Racconti della guerra civile.

Nel 1952 la raccolta di racconti uscì, nella collana “I Gettoni”, con il titolo I ventitré giorni della città di Alba. L’anno seguente Fenoglio completò il romanzo breve La malora, pubblicato ad agosto 1954. Seguì un’intensa attività come traduttore dall’inglese: nel 1955 uscì sulla rivista Itinerari la traduzione de La ballata del vecchio marinaio di Samuel Taylor Coleridge. Iniziò intanto un grosso romanzo sugli anni 1943-1945, che presentò in lettura all’editore Garzanti nell’estate del 1958. Nell’aprile del 1959 uscì, nella collana “Romanzi Moderni Garzanti”, Primavera di bellezza; firmò con Livio Garzanti un contratto quinquennale sui suoi inediti. Nello stesso anno ricevette il premio “Prato” e iniziò a scrivere un nuovo romanzo di argomento partigiano.

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“Artemisia” d’Anna Banti

Club de Lectura en Italià
Dimarts 2 de febrer a les 19h
“Artemisia” d’Anna Banti

Avui, al club de lectura d’Italià comentarem el llibre “Artemisia”, de l’autora italiana Anna Banti. Aquesta és la fitxa que repartirem entre els assistents:

anna-bantiAnna Banti, pseudonimo di Lucia Lopresti, nacque a Firenze il 27 giugno 1895 da una famiglia di buona borghesia di origine calabrese. Incoraggiata agli studi umanistici dal padre Vincenzo, avvocato, durante gli anni del liceo a Roma conobbe Roberto Longhi, che sposò nel 1924. Dopo la laurea in Lettere Lucia esordì nel 1919 come critica d’arte. Tra il 1919 e il 1921 firmò alcuni scritti sulla rivista “L’Arte” diretta da Adolfo Venturi, relatore della sua tesi di laurea. Dagli articoli passò poi al genere narrativo, unendo alla sua raffinata scrittura situazioni psicologiche complesse e privilegiando l’analisi della condizione femminile. La scrittrice scelse di utilizzare lo pseudonimo di Anna Banti nel 1937 in occasione della pubblicazione di Itinerario di Paolina, raccolta di prose autobiografiche recensita da Goffredo Bellonci sul “Giornale d’Italia” (1937): il nome apparteneva ad una lontana parente della madre di Lucia che lei aveva spesso incontrato da adolescente, rimanendone affascinata.

Alla raccolta di racconti Il coraggio delle donne (1940) fecero seguito il primo romanzo, Sette lune (1941) e le prose Le monache cantano (1942). Nel 1944 era quasi pronto il suo nuovo romanzo Artemisia, vivido ritratto della pittrice Artemisia Gentileschi, ma il manoscritto andò perduto durante il bombardamento che distrusse la casa fiorentina di Borgo San Jacopo e l’opera uscì in una nuova redazione nel 1947, cinque anni prima dell’uscita dell’altro capolavoro di Anna Banti, il racconto Lavinia fuggita, comparso nella raccolta Le donne muoiono, vincitrice del premio Viareggio nel 1952. In Artemisia “Una delle prime donne che sostenne colle parole e colle opere il diritto al lavoro congeniale e a una parità di spirito fra i due sessi “(A.Banti) s’intrecciano storia e memoria, autobiografia e critica d’arte.

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Totes les lectures del curs que ve

12458805845_0c228f6a8a_zLa nostra biblioteca roman tancada aquest estiu amb motiu de les obres de remodelació del vestíbul.

El personal, però, continua treballant en la preparació de les activitats que es faran després de la reobertura al públic de les instal·lacions.

Ja us podem avançar quines seran les lectures que es llegiran als diferents clubs de lectura durant el proper curs 2015-16.

Recordeu que encara queden places lliures en alguns dels clubs i que podeu sol·licitar-hi la inscripció enviant un correu a l’adreça b.barcelona.ml@diba.cat:

Club de Lectura d’Italià
Carlo Goldoni: La locandiera
Anna Banti: Artemisia
Paola Mastrocola: Non so niente di te
Beppe Fenoglio: Una questione privata
Marchesa Colombi: Un matrimonio in provincia
Benedetta Cibrario: Rossovermiglio
Carlo Cassola: La ragazza di Bube
Vittorio Gassman: Un grande avvenire dietro le spalle

Club de Lectura d’Alemany
Johann Wolfgang Goethe: Die Leiden des jungen Werther
Veza Canetti : Die Gelbe straße
Elias Canetti: Die gerettete Zunge
Marlen Haushofer : Wir töten Stella
Mirjam Pressler: Nathan und seine Kinder
Uwe Timm: Die Entdeckung der Currywurst
Julia Franck: Lagerfeuer
Erich Maria Remarque: Die Nacht von Lissabon

Club de Lectura Obert
Michel Houellebecq: Ampliación del campo de batalla
Italo Calvino: El baró rampant
Clarice Lispector: La hora de la estrella
Bram Stocker: Drácula
John Kennedy Toole: La conjura de los necios
Irène Némirovsky: Suite francesa
Carlos Zanón: Nadie ama un hombre bueno
Dorothy Parker: Narracions completes

Club de Lectura de Ciència a la Literatura
Darryl Cunningham: Pseudociencia
J. M. Mulet: Comer sin miedo
Jill Taylor: Un ataque de lucidez
Al Gore: Una veritat incòmoda, la crisi planetària
Mary Shelley: Frankenstein o El prometeu modern
David Bueno: Òrgans a la carta: cèl·lules mare, clonatge terapèutic i medicina regenerativa
VVAA: La història més bella del món: els secrets dels nostres orígens
Laurent Seksik: El cas Eduard Einstein

“Sardegna come un’infanzia” d’Elio Vittorini

Club de Lectura en Italià
Dimarts 2 de juny a les 19h
“Sardegna come un’infanzia” d’Elio Vittorini

Avui farem la darrera sessió del curs 2014-20015 del nostre Club de Lectura d’Italià que estarà dedicada a l’escriptor i crític milanès Elio Vittorini (1908-1966). Aquesta autor va freqüentar els cercles anarquistes i antifeixistes i juntament amb Italo Calvino va fundar la revista literària Menabo. Va ser un pioner de la traducció d’escriptors nord-americans i anglesos a l’italià. La seva obra El clavel rojo va ser duta al cinema per el 1976 Luigi Faccini.

Aquesta és la fitxa que repartirem entre els assistents:

vittorini«Rivoluzionario è lo scrittore che riesce a porre attraverso la sua opera esigenze rivoluzionarie diverse da quelle che la politica pone; esigenze interne, segrete, recondite dell’uomo ch’egli soltanto sa scorgere nell’uomo…»
[Elio Vittorini, Lettera di Vittorini a Togliatti, su «Il Politecnico», 1947]

Elio Vittorini nasce il 23 luglio 1908 a Siracusa. Seguendo gli spostamenti del padre ferroviere, trascorre l’infanzia «in piccole stazioni ferroviarie con reti metalliche alle finestre e il deserto intorno». In tutta la sua opera sarà presente il fascino del treno e del viaggio. Inquieto e ribelle, durante l’adolescenza fugge diverse volte da casa «per vedere il mondo», utilizzando i biglietti omaggio cui hanno diritto i familiari di un dipendente delle ferrovie.

Nel 1924 entra in contatto con un gruppo di anarchici siracusani in lotta contro lo squadrismo fascista e interrompe gli studi tecnici a cui i genitori l’hanno destinato. A diciassette anni decide di lasciare definitivamente la Sicilia e si stabilisce a Gorizia, dove troverà lavoro in un’impresa di costruzioni. Nel 1926 pubblica un articolo politico sulla rivista «La conquista dello stato», assumendo posizioni di fascismo antiborghese. Nel 1927, grazie all’amicizia con Curzio Malaparte, comincia a collaborare con «La Stampa» e pubblica su «La fiera letteraria» il racconto il Ritratto di re Gianpiero con presentazione di Enrico Falqui. Il 10 settembre 1927, dopo la fuga architettata per potersi sposare subito, viene celebrato il matrimonio “riparatore” con Rosa Quasimodo, la sorella del celebre poeta Salvatore Quasimodo. Nell’agosto del ’28 nascerà il loro primo figlio, chiamato, in omaggio a Curzio Malaparte, Giusto Curzio. Continue reading

“Meglio morti” de Marcello Fois

Club de Lectura en Italià
Dimarts 5 de maig a les 19h
“Meglio morti” de Marcello Fois

Avui dediquem la sessió del nostre Club de Lectura en Italià a l’escriptor, guionista i dramaturg Marcello Fois. Aquí teniu la fitxa que repartirem entre els assistents:

Marcello Fois, nato a Nuoro nfoisel 1960, vincitore del Premio Italo Calvino 1992, vive e lavora a Bologna. Tra le sue pubblicazioni si ricordano: Falso gotico nuorese (Condaghes, 1993), Picta (Premio Calvino, 1992), Gente del libro (Marcos y Marcos, 1995-96), Il silenzio abitato delle case (Mobydick, 1996), Nulla (Il Maestrale, 1997), Sheol (Hobby&Work, 1997 e L’Arcipelago Einaudi, 2004 ), Sempre caro (Frassinelli e Il Maestrale, 1998 e Einaudi, 2009), Gap e Sangue dal cielo (Frassinelli, 1999 e Einaudi, 2010), Ferro Recente e Meglio morti (usciti negli Einaudi Tascabili nel 1999 e nel 2000, già precedentemente pubblicati da Granata Press), Dura madre (Einaudi, I coralli, 2001 ed Einaudi Tascabili, 2003 ), Piccole storie nere (L’Arcipelago Einaudi, 2002 e ET Scrittori, 2010), Memoria del vuoto (premio Super Grinzane Cavour 2007, premio Volponi 2007 e premio Alassio 2007), Stirpe (Einaudi, 2009 e 2011), Nel tempo di mezzo (Supercoralli, 2012 e Super ET, 2013) e L’importanza dei luoghi comuni (L’Arcipelago Einaudi, 2013). Ha scritto due racconti per le antologie Crimini (Einaudi Stile libero, 2005), Crimini italiani (Einaudi Stile libero, 2008) e L’altro mondo (ET, 2011). Nel 2006 ha pubblicato la raccolta di poesie L’ultima volta che sono rinato. Con Il tempo di mezzo nel 2012 è stato finalista al Premio Campiello e al Premio Strega. È fra gli autori di Scena padre (Einaudi 2013) e dell’antologia benefica Sei per la Sardegna (Einaudi 2014, con Francesco Abate, Alessandro De Roma, Salvatore Mannuzzu, Michela Murgia e Paola Soriga). Ha inoltre curato l’antologia Undici per la Liguria (Einaudi, 2015).